ATTRAVERSO …senza lasciare tracce

attreverso…senza lasciare tracce. Il viaggio di ALFIO GHEZZI

“Chi trascina i piedi nel fango ma ha gli occhi nelle stelle; quello è il vero eroe; quello è il sol vivente”

[E. Montale]

Attraverso …senza lasciare tracce è un’avventura, ma forse più di tutto è la ricerca di un luogo ideale in cui si percepisca una maggiore empatia. Una sintonia, che rotta altrove, rinasce nei modi di vivere e nei ritmi della montagna. Conoscere le Alpi attraverso i complessi segni del cibo: La montagna che Nutre; spostarsi seguendo l’idea di non lasciare tracce, di transitare in silenzio e senza l’uso di motori: Attraverso …il volo bivacco. Un atteggiamento, questo, volto a riscoprire quanto benessere si possa ancora trarre dalle montagne e da tutta la meraviglia che il cielo può offrire.

IL MIO PERCORSO

“I limiti esistono solo nell’anima di chi è a corto di sogni”

[Philippe Petit]

Era forse il 1993 o il 1994, eravamo tutti ad aspettare la proiezione, al Trento Film Festival, de L’uomo di legno di Mauro Corona, ma nella sala grande, ad anticiparlo, proiettarono una pellicola inaspettata, Le Vol Bivouac di Didier Favre, una lunga escursione da Montecarlo alla Slovenia volando e campeggiando in mezzo alle montagne, conoscendo, condividendo e cogliendo un’autentica sensazione di benessere e di gioia. Quel film segnò per sempre in me l’dea della bellezza dei gesti aerei come metafora della vita, dove la consapevolezza dei propri limiti, dell’essere fragili, si traduce nel rispetto e nell’umiltà.